Motori di ricerca cosa sono, come funzionano e quali sono i più usati

Motori di ricerca nel 2026: Google, ChatGPT Search e AI cambiano il modo di trovare clienti

“L’ho trovato su Google”, “Ora cerco su Google”… Queste frasi ci accompagnano praticamente ogni giorno. Oggi, però, a queste si affiancano sempre più spesso espressioni come “L’ho chiesto a ChatGPT” o “Me l’ha riassunto l’AI”.
I motori di ricerca rappresentano senza dubbio l’elemento che ha influito maggiormente sullo sviluppo di internet dalla sua nascita ad oggi. Tuttavia, stiamo vivendo la più grande rivoluzione dal 1998: il passaggio dai classici “dieci link blu” a risposte generate direttamente dall’Intelligenza Artificiale. Senza i motori di ricerca (e ora senza gli assistenti AI) sarebbe impossibile orientarsi nell’immensa mole di dati della rete. Questa evoluzione sta cambiando non solo il settore informatico, ma il modo stesso in cui le aziende trovano clienti online. Scopriamo insieme come.

Motori di ricerca: la definizione (nell’era dell’AI)

I motori di ricerca, in inglese Search Engine, sono definibili come un sistema automatizzato che analizza un gruppo di dati attraverso degli input inseriti dall’ utente e restituisce un insieme di risultati attraverso un indice dei contenuti che è classificato a seconda della pertinenza che ogni motore di ricerca associa a ciascun sito web che indicizza.

Come spesso accade con le definizioni, riescono a rendere complessi anche concetti semplici. In questo caso ammettiamo che il concetto non sia proprio così semplice e banale ma la sua applicazione lo è decisamente. Quindi, possiamo dire che i motori di ricerca sono sistemi capaci di analizzare automaticamente tutti i dati presenti nella rete e restituirci di volta in volta quelli che reputa più pertinenti alla nostra richiesta. Quest’ultimo è un dato importante: ogni motore di ricerca mostra i risultati in un ordine diverso in base a quello che è il suo “personale” modo di attribuire un punteggio di qualità a contenuti e siti. Così un articolo che compare come primo risultato su Google potrebbe essere terzo o quarto (o non comparire proprio) su Bing. 

Nel 2026, questa definizione si è evoluta. Oggi un motore di ricerca non si limita a mostrarci una lista di siti web che contengono quelle parole, ma è in grado di comprendere il contesto della richiesta (intento di ricerca generativo), elaborare i testi presenti sul web e sintetizzare una risposta unica, chiara e discorsiva.

Il concetto di “punteggio di qualità” è diventato ancora più sofisticato: ogni motore o modello AI attribuisce valore alla precisione delle informazioni e alla fiducia della fonte. Di conseguenza, ciò che l’AI di Google suggerisce come risposta principale potrebbe differire da quanto proposto da ChatGPT Search o da Bing.

I motori di ricerca

Quali sono stati i primi motori di ricerca?

I primi motori di ricerca sono nati nel 1993 ed incredibilmente, o forse non tanto (se segui il nostro blog sai bene che può capitare che le innovazioni spesso non abbiano il successo desiderato), sono stati dei veri flop.

Così W3Catalog, Aliweb, Jump Station e WWW Worm, nati nel 1993, sono tutti attualmente inattivi. Per trovare il motore di ricerca più antico ancora attivo bisogna arrivare al 1994, stiamo parlandi di Web Crawler. Se vuoi divertirti a lanciare una ricerca usando questo “pezzo da museo”, questo è il link: https://www.webcrawler.com/ .

I risultati che otterrai saranno molto simili a quelli offerti da Bing e Yahoo dato che, come questi, utilizza l’indice Microsoft.

Sì, ma Google?

La nascita di Google

E sì, incredibilmente non abbiamo ancora parlato del motore di ricerca più noto e che oggi utilizziamo più frequentemente.

Google nasce nel 1998, quindi ben 5 anni dopo i primi motori di ricerca. Però grazie al suo funzionamento semplice e intuitivo e alle sue funzionalità riesce velocemente a sopravanzare la concorrenza ed ad essere quasi monopolista nel settore delle ricerche online. Ora non vogliamo “uscire fuori traccia” e trasformare Google nell’ unico protagonista di questo articolo ma se vuoi saperne di più su come le funzionalità di Google abbiano contribuito a farlo diventare il motore di ricerca più diffuso (almeno nella parte di mondo occidentalizzata) condividi questo articolo e quando raggiungeremo le 500 visualizzazioni scriveremo un articolo tutto incentrato sulla storia (inedita) di Google.

La rivoluzione: Google AI Overviews e ChatGPT Search

Se per vent’anni le regole del gioco sono rimaste simili, l’avvento dei modelli linguistici ha cambiato tutto. Oggi la ricerca si divide in due grandi anime:

  • Google AI Overviews: Quando cerchi qualcosa su Google, la prima cosa che vedi non è più una lista di siti, ma un riassunto generato dall’AI che risponde direttamente alla tua domanda, citando le fonti web tramite schede cliccabili.
  • ChatGPT Search: OpenAI ha trasformato ChatGPT in un vero e proprio motore di ricerca in tempo reale. Invece di navigare tra decine di pagine, gli utenti dialogano con l’AI, che cerca sul web le informazioni più aggiornate, le organizza in tabelle, confronti o guide pronte all’uso, inserendo link diretti per approfondire.

Quali sono i motori di ricerca più utilizzati oggi?

Nel 2009 il motore più utilizzato era già Google che aveva una percentuale di utilizzo di oltre il  90% seguito a grande distanza da Yahoo! al 4,78% , Bing al 2,3%, Windows Live al 0,51% e MSN al 0,41% 

Motori di ricerca più utilizzati nel 2009
Motori di ricerca più utilizzati nel 2009

Al giorno d’oggi la posizione di leadership di Google è rimasta invariata, anzi è addirittura un po’ cresciuta, e la sua percentuale di utilizzo si attesta ora al 91,25%, seguito da Bing (Microsoft) al 4,68% (aumentato di quasi il 2% negli ultimi anni) e Yahoo! all’ 1,46%, Baidu (motore di ricerca Cinese) all’1,36% e Yandex (Motore di ricerca Russo) all’1,08%

Motori di ricerca più utilizzati nel 2021
Motori di ricerca più utilizzati nel 2021

E per quanto riguarda il mercato Italiano?

Beh in Italia Google regna in maniera ancora più incontrastata, pur essendo sceso dal 94,97% al 87,96% delle ricerche lanciate, seguito da Yahoo 5,36% e Bing 4,99%.

Tra i numeri ancora più piccoli, poi troviamo DuckDuckGo al 0,37% ed Ecosia al 0,21%. Quest’ultimo si presenta come il motore di ricerca green, oltre che senza scopo di lucro, dedicando il 100% dei profitti derivanti dalla pubblicità online ad azioni contro i cambiamenti climatici. 

motori di ricerca più utilizzati in Italia nel 2022
Motori di ricerca più utilizzati in Italia nel 2022

Come l’AI ha trasformato la SEO e il modo di trovare clienti (Dalla SEO alla GEO)

In passato, l’importanza della SERP (la pagina dei risultati di ricerca) ha dato vita alla SEO (Search Engine Optimization) e alla SEA (Search Engine Advertising), ovvero l’arte di ottimizzare i siti o pagare annunci per apparire in prima posizione.

Oggi, l’ascesa delle risposte “Zero-Click” (ricerche in cui l’utente trova la risposta direttamente nella schermata dell’AI senza cliccare su nessun sito) ha ridisegnato le regole. La SEO tradizionale non basta più: è nata la GEO (Generative Engine Optimization) o AI Search Optimization.

Per trovare clienti oggi, un’azienda non deve solo puntare a essere “prima su Google“, ma deve essere la fonte che l’Intelligenza Artificiale decide di citare e consigliare all’utente all’interno delle sue risposte conversazionali. Gli studi dimostrano che i brand citati esplicitamente nelle risposte dell’AI ottengono un enorme ritorno in termini di fiducia e clic qualificati.

Sito web: strumento di comunicazione, di marketing o “carburante” per l’AI?

Negli anni ’90 e 2000 i siti erano “brochure aziendali” (strumenti di comunicazione).

Con la SEO sono diventati magneti per intercettare i bisogni degli utenti (strumenti di marketing). Oggi sono diventati anche il “carburante informativo” per gli algoritmi di intelligenza artificiale.

Riprendiamo il classico esempio di Mario, che soffre di scoliosi e cerca un materasso adatto:

  1. Scenario Tradizionale: Mario digita “materasso per scoliosi” su Google, clicca sul sito materassiperscoliosi.it, legge le informazioni e valuta l’acquisto. Il sito ha fatto ottimamente il suo lavoro di marketing intercettando il bisogno.

  2. Scenario 2026 (AI): Mario scrive a ChatGPT o all’AI di Google: “Ho la scoliosi e dormo sul fianco, mi fai una tabella comparativa dei 3 migliori materassi in Italia per il mio problema, evidenziando pro, contro e prezzi?”.

L’AI scansionerà la rete in pochi millisecondi. Se il sito materassiperscoliosi.it contiene dati strutturati chiari, recensioni verificate e approfondimenti autorevoli scritti da esperti, l’AI lo inserirà nella tabella e dirà a Mario: “Ti consiglio il modello X di questo brand (materassiperscoliosi.it)”.

Ecco come cambia il ruolo del tuo sito internet: deve essere così autorevole, chiaro e denso di informazioni reali da farsi scegliere dall’AI come risposta definitiva per gli utenti.

    In questo caso Tuttomaterassi è riuscito a comunicare a Mario tutte le informazioni riguardanti i propri prodotti e, in particolare, quelli più adatti alla sua schiena.

    Con questo piccolo esempio abbiamo capito in che modo i motori di ricerca hanno e stanno cambiando il ruolo e l’orientamento dei siti web. 

    Il posizionamento sui motori di ricerca non è morto, si è semplicemente evoluto verso la massima qualità dei contenuti e l’ottimizzazione per gli ecosistemi AI. I vincitori di questa era non sono più quelli che usano “trucchetti di parole chiave”, ma le aziende che offrono risposte reali e strutturate a problemi complessi.

    E tu, hai implementato una strategia SEO e GEO nel tuo sito o lo usi ancora come 20 anni fa?

    No, non dircelo! 😀 … ma se vuoi passare al “lato SEO & GEO” della storia, scrivici! … E che la forza della visibilità digitale sia con te! 

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